Viaggiare da soli fa bene – e vi spieghiamo il perché.

Dicembre, si sa, nella più classica della vita lavorativa, è il mese delle ferie. O, almeno, lo era per tutti fino a quando il mondo del lavoro è stato riformato, rendendo possibile tenere aperte le attività anche le domeniche e i giorni festivi.

Che ci si voglia lamentare o meno di ciò, un risvolto interessante di questo nuovo modo di lavorare è che, sempre più spesso, è difficile coordinare i propri periodi di ferie con quelli dei propri parenti, amici o compagni. Arriva il tanto desiderato momento di riposo, per cui si è sognato il mare, il caldo  e un lungo volo intercontinentale che ci porti lontano quanto basta per lasciare i pensieri a casa, ma nessuno ha i nostri stessi giorni di vacanza. 

Nessuno può venire con noi nel luogo dei nostri sogni.

Allora ci abbandoniamo al divano, allo zapping sfrenato ingurgitando junk food per due lunghe settimane e, prima di potercene accorgere, arriva il fatidico lunedì in cui torniamo a varcare la porta d’ingresso del nostro luogo di lavoro. Annoiati, senza essere andati da nessuna parte e senza nessuna voglia di tornare in un posto da dove, effettivamente, non abbiamo mai staccato.

Brutta prospettiva, non pensate?

Come ogni cosa che non ci piace, però, anche questa potrebbe essere cambiata se lo vogliamo e se tiriamo fuori quel pizzico di coraggio che ognuno di noi nasconde dentro di sé.

Se avete dunque già fissato i vostri giorni di ferie, ma non sapete dove andare perché nessuno può venire con voi, provate ad ascoltarci e fate una cosa: visitate un sito di prenotazione voli oppure andate nella vostra agenzia viaggi di fiducia. Informatevi sui prezzi della meta a cui pensate da una vita, calibrateli al vostro budget, cambiate idea, ma – soprattutto – prenotate quel biglietto aereo. Non pensate alla noia che credete potrete provare in giro per dieci giorni da soli, non pensate alle facce che credete possano giudicarvi vedendovi da soli al gate di un aeroporto. Tutti questi pensieri sono in realtà scuse dettate dalla paura che ci assale quando un sogno è talmente tanto alla nostra portata che rischiamo di realizzarlo.Controllate i voli per l’Africa, se da sempre sognate andarci. Italia-Nairobi, ad esempio. Potrebbero non costare troppo, e voi potreste a questo punto prenotare uno. Potreste poi comprarvi una guida, e iniziare a capire che oltre a Nairobi sarebbe bello girare un po’ la costa. Magari qualche vostro amico c’è già stato e potrebbe darvi dei buoni consigli.

E una volta pianificato tutto?

Potreste, ad esempio, partire davvero.

Potreste avere tanta paura, prima di salire sull’aereo. Anzi, ne avrete sicuramente, e la paura continuerò a stare con voi per tutto quel volo che, quando atterrerà, vi avrà portato in Kenya.

Usciti dall’aeroporto, però, la paura potrebbe sparire, e tredici giorni passare senza neanche accorgervene. E se la paura sparisse è solo perché una cosa prima sconosciuta è diventata nota. Perché solo ciò che non conosciamo ci spaventa, ma se abbiamo abbastanza coraggio per fare il salto, il mondo oltre la paura è un posto meraviglioso di cui voi siete all’altezza.

E non preoccupatevi della noia o della solitudine: quando viaggiate da soli siete un microcosmo stretto quanto i limiti della vostra pelle e parlare con chiunque, anche se magari non foste dei chiacchieroni, diventerà la cosa più normale.

E al ritorno ci avete mai pensato? Potreste avere una storia incredibile da raccontare.

Una storia che potrebbe parlare di lezioni imparate e di sorrisi sinceri. Di gente italiana e africana che comunica un po’ in inglese, un po’ in swahili e un po’ a gesti, ma, nonostante tutto, si capisce. Potrebbe parlare di un villaggio africano, di caramelle e giochi con la terra. Di tuktuk e pikipiki. Di strade rosse e sterrate. Di un sole che brucia la pelle, ma scalda le ossa.

Sembra la storia di un libro? Può darsi, ma è anche la mia storia. La mia e di tante altre persone che quel coraggio nascosto l’hanno tirato fuori e sono partite.

Potreste innamorarvi di un luogo.

Potreste innamorarvi di voi stessi.

Potreste dire: “ho fatto una cosa pazzesca, e l’ho fatta da solo”.

Oppure potreste rimanere sul divano a fare zapping.

Ma non crediamo che vogliate ancora farlo.

 


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