Instagram: in un mondo di (finta) perfezione, siate un brownie.

Sì, lo ammettiamo: il titolo è un po’ clickbait. Il motivo che ci ha spinto a sederci alla nostra scrivania e iniziare a scrivere questo articolo, però, merita la vostra attenzione e ogni modo per ottenerla è quindi del tutto lecito.

Partiamo da una storia: sapete come sono nati i brownies?

Sembra assurdo parlare, in una rivista specializzata in beauty e skincare, di un biscotto fatto di burro e cioccolato capace di rovinare anche la pelle più perfetta con degli odiosi brufoli, ma seguiteci nel nostro volo pindarico e fidatevi di noi.
Questo delizioso dolce è nato per errore: la leggenda narra che una casalinga del Maine, negli Stati Uniti, volesse preparare una soffice torta al cioccolato per i suoi ospiti. Nel momento in cui agglomerò tutti gli ingredienti prima di infornare l’impasto, però, si dimenticò totalmente del lievito. La delusione fu cocente: quella che doveva essere un’alta e morbida torta uscì dal forno bassa ed estremamente densa, quasi collosa. La casalinga non si diede per vinta e, assaggiando il suo risultato, scoprì con sorpresa che si trattava comunque di un dolce goloso e delizioso e decise di servirlo lo stesso: lo stupore degli invitati fu incredibile e, oggi, i brownies sono diventati uno dei simboli della cucina a stelle e strisce.

Tutto è iniziato, quindi, con un ingrediente in meno rispetto alla ricetta perfetta.

Perfetta, esatto. Come la vita che vorremmo vivere, come la pelle che vorremmo avere, come l’uomo o la donna di cui vorremmo innamorarci, come l’ultima foto pubblicata su Instagram dal nostro influencer preferito.

Perfetta come quell’ideale che, tuttavia, ci sta rovinando la vita.

È un po’ il danno del nostro secolo. Croce e delizia di tutta questa rivoluzione tecnologica che, se da un lato ci permette di essere in contatto con tutto il mondo, dall’altro ci sbatte in faccia i nostri limiti, obbligandoci a raggiungere quelli che sembrano dei requisiti minimi per essere felici e che, in realtà, sono totalmente fuori dalla portata nostra e di tutti.

Oggi, una persona utilizza in media minimo due ore al giorno per controllare le proprie notifiche, contare i likes, rispondere ai dm e postare immagini nel proprio feed. Su una giornata di ventiquattro ore, di cui sette vengono passate a dormire e altre otto a lavorare e/o studiare, è davvero un’infinità di tempo. Numerosi studi sono andati a indagare come queste attività stanno influenzano il nostro cervello e il nostro modo di comportarci. I risultati dimostrano che, così come esistono tanti risvolti positivi (ad esempio, i social network ci renderebbero capaci di instaurare relazioni più durature passando da una prima conoscenza online), esistono tuttavia tantissimi aspetti negativi e spesso pericolosi che, se conosciuti, potrebbero farci avere un’esperienza più costruttiva e meno alienante di questi mezzi.

È stato evidenziato, infatti, che Instagram, Facebook, Twitter e tutta la compagnia cantante riescono a creare una vera e propria dipendenza, rendendoci incapaci di controllare il nostro tempo: questa dipendenza è da ricercarsi nel fatto che, quando siamo impegnati in attività autoreferenziali, il nostro cervello rilascia dopamina, sostanza in grado di regalarci sensazioni di piacere e benessere, e che cosa c’è di più autoreferenziale del proprio profilo sui social? A differenza di quanto si possa pensare, poi, i social networks non migliorano il nostro essere multitasking, ma ci rendono meno abili a passare da un compito all’altro, più distraibili e meno efficienti nello studio. Effetti ancora più gravi si hanno sulla personalità: questi mezzi, infatti, ci possono rendere più impulsivi, meno in grado di gestire le reazioni e molto più diffidenti con le persone, mantenendoci sempre in uno stato di allerta. Ultimo, ma decisamente il più drammatico, i social ci renderebbero più inclini alla depressione: il tentativo di emulare tutta la perfezione che Instagram ci propina alimenterebbe il nostro costante senso di inadeguatezza e la nostra bassa autostima.

Lo scenario è veramente nero, non pensate?

È a questo punto, allora, che facciamo tornare in scena il brownie.

Quando sarete immersi nello scorrere la home del vostro social network preferito e invidierete chi è in grado di postare foto perfette della propria vita perfetta, sentendovi in difetto per la vita comune e normalmente imperfetta che state vivendo, fate questo: ovunque siate, aprite la fotocamera, fatevi un selfie e postatelo così com’è.

Esaltate l’imperfezione, accettatela, fatela vostra. Non usate filtri o post-produzione per correggervi.

Mostrate quel lievito che manca alla vostra ricetta.

Sarà proprio quel che vi manca alla perfezione a essere il vostro tratto distintivo, ciò che vi farà apprezzare dagli altri.

Non sarete la soffice e alta torta al cioccolato che adesso vorreste, ma se vi darete una possibilità e avrete il coraggio di assaggiare il vostro risultato, vi scoprirete deliziosi brownies.

E anche i vostri invitati non potranno che amarvi.


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